Letture di gran sapore

Letture di gran sapore


 

Ah, che delizioso e rincuorante desiderio di mangiare con gli occhi, lasciando che la mente svolazzi sulle pagine scritte immaginando di cibi e di sapori. Per molti l’estate fa pace con la lettura. Pacata, lieve, distensiva. Sotto l’ombrellone o su un sentiero di montagna, ci piace pensare che molti di voi siano in vacanza (o in dirittura) ed abbiano più tempo per gustare un libro. Cartaceo, of course, perché pur apprezzando la tecnologia in fatto di emozioni (e quando le pagine sono buone, ce n’è per tutti!) siamo ancora un po’ retrò.

Per dirla al modo di Giuseppe Benelli, presidente della fondazione Città del Libro, organizzatrice del premio Bancarella: “La lettura è un importante mezzo di crescita, fatto per chi sa che un uomo si distingue dai testi che compongono la sua biblioteca.

La scrittura sulla carta consente di leggere e tornare a farlo dopo aver preso appunti a margine, per una riflessione continua, sempre più ricca”.
Prendendo spunto proprio dal Bancarella Cucina che si è tenuto a Pontremoli (Lunigiana, terra incastonata tra Toscana, Emilia e Liguria) venerdì scorso e dove sono stati premiati testi usciti nel 2010, se già non lo avete fatto vi suggeriamo di sfogliare i cinque finalisti: “Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno” (Edizioni Bietti, 313 pg, 16 euro) di Roberta Deiana , “Nella mia cucina” (Mondadori, 316 pg, 22 euro) di Allan Bay, “Il ristorante dell’amore ritrovato” (Neri Pozza, 192 pg, 15 euro) di Ito Ogawa che si è aggiudicato la vittoria, “La cucina dei Tabarchini” (Sagep Editori, 256 pg, 22 euro) di Sergio Rossi, “L’aroma del mondo” (Hoepli, 216 pg, 55 euro) di Elisabetta Illy.

Il primo, dalle parole dell’autrice stessa: “un piccolo divertissement, un ricettario che di classico ha solo la struttura, in cui le ricette sono riscritte con 75 linguaggi fra loro molto differenti: dalla ricetta in terzine dantesche a quella giovanile, passando per il test, la canzone di Vasco Rossi, il noir, il racconto erotico e così via, con un pizzico di humor irriverente. Per sorridere mentre si parla di cucina”.

 



Gli altri ce li racconta Paolo Marchi, presidente della giuria che li ha selezionati: “pagine che raccontano storie, non semplici ricette. Il libro di Allan Bay ad esempio dà voce agli oggetti che animano una cucina, quello di Rossi racconta dei corallatori genovesi deportati da Pegli al largo della Tunisia, quindi a Carloforte dove ancora conservano il dialetto d’origine. Le pagine di Elisabetta Illy ci portano in viaggio con il caffè, quelle della giapponese Ogawa hanno una trama di sentimenti che si sviluppa attorno a lievito madre e piatti”.

Noi a Pontremoli c’eravamo, con lieta divagazione di frittelle di baccalà (mangiate con le mani) da Bacciottini (in realtà “Trattoria del Giardino”, a due passi da piazza Repubblica, quella centrale). C’era il saggista Graziano Pozzetto che ha ritirato uno dei due premi speciali, quello intitolato a Baldassarre Molossi (per la ricca e golosa produzione letteraria attorno a Romagna e Marche), mentre il Paracucchi è andato allo chef Moreno Cedroni che oltre a saper impressionare ai fornelli sta mostrando anche abilità nello scrivere. Lo avevamo già incontrato ad “Anteprime” , la rassegna letteraria che ha animato Pietrasanta dal 10 al 12 giugno. In quell’occasione ascoltammo il patròn della Madonnina del Pescatore di Senigallia (ma anche della prima salumeria ittica “Anikò” dove si assaggiano i prodotti della sua Officina, del Clandestino Susci Bar migrato l’anno scorso a Milano) parlare dei suoi libri e Fabio Picchi presentare “Il segreto della mezzaluna con il ricettario delle sette stelle” (Mondadori, 144 pg, 17 euro): racconto di viaggio ricco d’incontri verso il Sol Levante, dove il cibo è il filo conduttore dell’esperienza umana dell’alter ego Igor Rogi, sulle tracce di un mistero da risolvere.

La frenesia della vita quotidiana vi uccide? Fate come suggerisce Monica Brenna in “La cucina senza tempo (da perdere)” (Gribaudo Ed, 144 pg, 17.90 euro) con tanti consigli pratici su come e cosa acquistare per avere una dispensa a prova di sorpresa, gli utensili che facilitano, soluzioni a piccoli problemi e ricette per ogni occasione. E se non conoscete la rossa e frizzante Monny, seguitela su Gambero Rosso Channel in “Semplicemente MonnyB”, il programma in cui racconta il suo mondo di madre, cuoca e blogger. “Il mio libro parla di vita, di femminilità, di cibo. Ci sono le mie emozioni ricordando gli insegnamenti di ieri, le ansie di tutti i giorni, i sentimenti da trasmettere a mia figlia. Come mangiare meno ma meglio, fare acquisti giusti e mirati, apprezzare il piacere della tavola ritagliandoci più tempo per le relazioni personali”.



Voglia di montagna a misura di buongustai? Cinquesensi ha appena distribuito in libreria “Viaggio in Valle d’Aosta” (288 pg, 16.20 euro) di Alessia Zacchei, una guida GourmArt che si legge come un libro.
Di Vittorio Castellani in arte Chef Kumalé suggeriamo “Nuvole di drago e granelli di cous cous” (Vallardi, 336 pg, 14.90 euro), fecondo ricettario composto in 15 anni toccando 32 Paesi dei 5 continenti. “Ciò che ho imparato con passione e grande curiosità, e che riverso in queste pagine, l’ho appreso in una food immersion a 360° dall’anziana donna di un villaggio nel cuore dell’Etiopia o dallo stellato Michelin dei ristoranti più esclusivi di Tokyo. Che differenza fa? Non intendo con questo sminuire ciò che ho appreso in alcune tra le più importanti scuole del mondo ma non posso neppure negare che la zuppa di harira più buona l’ho imparata al mercato touscouleurs di Torino. Grazie alla maggior facilità di trovare nelle nostre città ingredienti esotici, importati freschi o coltivati nelle nostre campagne, possiamo cucinare ottimi piatti, in grado di conservare i sapori originali”.

Un testo che arricchirà le vostre emozioni da non far mancare in valigia è “A tavola con gli elementi. Sapori, leggende, peccati di gola” (ETS, 148 pg, 13 euro) di Chourmo, all’anagrafe Michele Girlanda. Contiene storie, aneddoti e profumi che insieme contribuiscono a riconoscere il valore aggiunto di quel bel compagno d’avventura che chiamiamo cibo.
E se ancora non lo avete in libreria e volete un sunto della storia del nostro Paese a tavola, è giunta l’ora di fare i conti con “Italia Buon Paese” (Blu Edizioni, 319 pg, 16 euro) scritto a quattro mani da Clara e Gigi Padovani. Ci trovate tutto, ma proprio tutto ciò che è accaduto nelle nostre cucine negli ultimi 150 anni: personaggi, prodotti, mode, costumi, piatti che hanno segnato un’epoca. “Un tuffo nella memoria collettiva – sintetizzano i coniugi Padovani – per capire quanto della nostra identità si debba alla cucina”.
E buona lettura! Ma lo spazio è aperto e attendiamo i vostri suggerimenti per arricchire le segnalazioni.

 

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